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Una lettura della Madonna del Ricamo in direzione più accentuatamente toscana è stata proposta da Robert Gibbs, Vitale da Bologna… , cit,. A parere dello studioso la stesura delle forme geometriche, larghe e lisce deriva da un'apertura su Giotto e sui suoi più sensibili allievi fiorentini, come Maso di Banco e Bernardo Daddi. Intermediario tra i due mondi dovette essere a suo giudizio, lungo gli itinerari tra Toscana e Bologna, il percorso di Dalmasio, la cui precedenza rispetto a Vitale rimane ancora da stabilire, specie per quegli storici che, come lo stesso Gibbs, accettano l'attribuzione a Dalmasio del trittico del 1333. La tecnica e il disegno improvviso, propri della Madonna del Ricamo, non raggiungono secondo lo studioso la finezza della Madonna dei Denti in cui egli identifica elementi giotteschi più sensibili anche se trasformati nel linguaggio personale dell'artista. Tratti desunti dal polittico di Giotto sono da lui identificati anche nella Incoronazione della Vergine di Budrio, a suo parere probabilmente eseguita subito dopo la Madonna del Ricamo.